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Curiosità scientifiche
 
20/07/2010
L’esercito degli stanchi cronici

 
Sono un vero e proprio esercito. Secondo una recente indagine, gli italiani affetti da sindrome da stanchezza cronica (Cfs) sarebbero oltre 300 mila, una malattia poco conosciuta tanto dai medici quanto dagli stessi pazienti.
La stanchezza cronica è un disturbo che colpisce a livello fisico e psichico, con conseguenze sulla vita sociale e sul comportamento di chi ne soffre. Il problema è particolarmente frequente nei malati oncologici: ne soffre, infatti, fino al 90 per cento dei pazienti, soprattutto durante la chemioterapia, ma in tanti casi la spossatezza persiste anche dopo la fine dei vari trattamenti. La fatigue (termine inglese che significa estrema debolezza, spossatezza) stravolge la vita di quanti ne sono affetti: l’89% per cento la ritiene il sintomo che condiziona maggiormente le attività quotidiane, il 75 per cento ha dovuto modificare le abitudini lavorative, il 69 per cento non può camminare a lungo e si stanca rapidamente e più della metà (55 per cento) ha persino difficoltà ad accudire la famiglia e badare alle faccende domestiche. Attenzione a non confondere questa forma di stanchezza, che è una vera e propria malattia, dalla stanchezza secondaria ad altre condizioni, come stress, depressione o a patologie come ipotiroidismo, diabete, infezioni croniche, malattie infiammatorie croniche. I sintomi spia di Cfs devono essere presenti da oltre sei mesi e sono rappresentati da disturbi della memoria e della concentrazione tali da ridurre sostanzialmente i livelli precedenti delle attività lavorative sociali e personali, faringite, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, dolori muscolari e delle articolazioni (senza infiammazione o rigonfiamento), cefalea di un tipo diverso da quella eventualmente presente in passato, un sonno non ristoratore, debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore.