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| 20/07/2010 |
| Il cuore matto fa male ai reni |
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La frequenza del battito cardiaco può rappresentare una spia della salute dei reni. L’associazione tra il ritmo del cuore a riposo associato a scarsa variabilità e disturbi dei reni è stata evidenziata in uno studio della Johns Hopkins University School of Medicine pubblicato sul Journal of the American Society of Nephrology.
Nella ricerca i medici statunitensi hanno preso in esame un campione di 13.241 adulti di età compresa tra i 45 e i 64 anni, arruolati in un ampio studio sul rischio di aterosclerosi. Dai loro risultati è emerso che i soggetti con una frequenza cardiaca elevata a riposo erano a rischio doppio di incidenza di malattie renali rispetto agli altri, mentre una ridotta variabilità del battito cardiaco era associata a un aumento del rischio di queste malattie di 1,5 volte.
“I nostri risultati suggeriscono che una disfunzione del sistema nervoso autonomo, il sistema che regola le funzioni involontarie dell’organismo come il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la temperatura corporea o la risposta allo stress, potrebbe essere un indicatore di rischio di alcuni tipi di disturbo renale”, ha affermato l’autore dello studio, Daniel Brotman.
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